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RATATOUILLE - EDIZIONE DOPPIO DISCO

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Francia, 1967: Rémy è un piccolo ratto con la passione per la cucina e il sogno di diventare un cuoco. Vive poco lontano da Parigi, nella soffitta di una casa di campagna abitata da un'anziana signora, e ha un fratello di nome Émile e un padre di nome Django, che è il capo della grande colonia di ratti che abita la casa. Deluso dal fatto che l'unico modo che hanno per mangiare è rubare spazzatura ed affascinato dai cibi umani, Rémy desidera rubare qualcosa di più gustoso e saporito, ma il padre lo redarguisce continuamente, dicendogli di accontentarsi di quello che ha e intimandogli di stare lontano dagli esseri umani per via della loro opinione molto negativa nei confronti dei ratti.

L'idolo di Rémy è il famoso chef francese Auguste Gusteau, il cui motto era Chiunque può cucinare, titolo del suo libro che ha ispirato il topo. Dopo una recensione molto negativa da parte del severo critico gastronomico Anton Ego, però, il ristorante di Gusteau aveva perso una delle sue cinque stelle; poco tempo dopo quest'ultimo, caduto in depressione, era morto, e per questo motivo, secondo la tradizione, al ristorante era stata sottratta un'altra stella.

Un giorno, la colonia di cui Rémy fa parte viene scoperta dalla vecchia signora, la quale inizia a sparare con il fucile ai topi, costringendoli a fuggire lungo un affluente artificiale della Senna. Nella confusione della fuga, il protagonista rimane indietro per tentare di salvare il libro di Gusteau e si perde nelle fogne. Ritrovatosi solo, bagnato e affamato, nella sua immaginazione appare il fantasma del cuoco, che gli consiglia di risalire le tubature verso l'alto in cerca di cibo. Il topo fa come gli viene detto e giunge in un appartamento in cui si sta tenendo un rinfresco, dove trova del pane e sta per mangiarlo quando gli compare di nuovo il fantasma dello chef, il quale prima lo sgrida dicendogli di non rubare cibo ma di cucinarlo, essendo un cuoco e non un ladro, poi lo conduce sui tetti di Parigi fino al suo ristorante, gestito da quello che era il vice di Gusteau, un dispotico affarista di nome Skinner.

Mentre Rémy osserva i cuochi al lavoro, arriva Alfredo Linguini, un giovane di origini italiane, figlio di una vecchia fidanzata di Gusteau, che viene assunto come sguattero. Egli, mentre pulisce il pavimento, rovescia maldestramente una pentola di zuppa e tenta di rimediare riempiendola d'acqua e versando all'interno spezie e verdure a caso, ottenendo un intruglio orribile. In quel momento Rémy cade dalla finestra sul tetto, finendo nella cucina; cercando di scappare di nascosto, passa accanto alla pentola della zuppa e, sentendone l'odore ripugnante, non resiste alla tentazione di modificarla. Linguini scopre il topo e lo imprigiona sotto uno scolapasta; un attimo dopo Skinner lo vede con il mestolo in mano e intende licenziarlo accusandolo di aver cercato di cucinare, cosa inammissibile per uno sguattero. Nel frattempo la zuppa è stata servita in sala a Solene LeClaire, una famosa critica gastronomica, che ne rimane piacevolmente sorpresa e scrive una recensione positiva sul locale. I cuochi si schierano dalla parte di Linguini, credendo che sia stato lui a cucinare la zuppa, quindi Skinner gli ordina di tornare il giorno dopo per prepararla di nuovo, stavolta sotto la sua supervisione.

Rémy però viene scoperto e catturato. L'esecuzione è affidata a Linguini, che porta il topo sulla Senna per annegarlo; appena prima di gettarlo in acqua, il ragazzo si accorge che il roditore è in grado di capire le sue parole, quindi i due decidono di collaborare per ricreare il piatto, dal momento che Linguini da solo non ne sarebbe assolutamente capace, mentre Rémy sostiene di ricordare gli ingredienti che ha usato. Inizialmente i due sono in difficoltà, poiché lo stesso Rémy non riesce a trovare il modo di dare le indicazioni a Linguini senza essere visto, ma in seguito scoprono che il ragazzo muove gli arti in modo sincrono come reazione involontaria quando il topo gli tira certi ciuffi di capelli, come una marionetta. Il piatto viene preparato, risultando uguale all'originale, quindi Skinner, colpito e innervosito, affida l'incarico di seguire Linguini in cucina alla cuoca Colette Tatou. Rémy intanto incontra nuovamente suo fratello, suo padre e la sua colonia, che si sono trovati un nuovo rifugio nelle fogne.

Skinner tuttavia è invidioso e, oltretutto, ha l'impressione di aver visto più volte Linguini insieme a un topo, pur non essendo mai riuscito ad accertarsene. Durante una serata in cui i clienti del ristorante dicono di voler provare qualcosa di nuovo che sia preparato proprio da Linguini, Skinner prova a far fare brutta figura al ragazzo incaricandolo di preparare le animelle di vitello alla Gusteau, l'unico piatto del famoso cuoco che non aveva mai avuto successo e anzi è decisamente disgustoso. La pietanza però viene modificata da Rémy con una nuova salsa all'ultimo momento, sorprendendo Skinner e facendo infuriare Colette (anche nel momento in cui Linguini non stava seguendo la ricetta) e riscuote un notevole successo: lo chef, incredulo, inizia a sospettare qualcosa.

Un giorno Skinner legge per la prima volta la lettera di raccomandazione della madre di Linguini e scopre che in essa è scritto che quest'ultimo è figlio proprio di Gusteau. Inorridito, il capocuoco capisce che lo sguattero, secondo quanto riportato nel testamento del defunto chef, dovrebbe diventare il legittimo padrone del ristorante e cerca di correre ai ripari contattando il suo avvocato, il quale gli suggerisce di tenere Linguini all'oscuro di tutto; Rémy tuttavia se ne accorge e gli porta via la lettera e il testamento. Il giovane riesce così a prendere legittimamente possesso del locale del padre e ad assumere la carica di chef, licenziando Skinner.

La delizia dei piatti preparati con l'abilità di Rémy e la prestanza del nuovo capo del ristorante fanno riacquistare una stella al locale. Anton Ego, perplesso ed innervosito dal rinnovato successo del ristorante nonostante lui lo avesse stroncato anni prima, decide di testarlo. Con la sua fama e ricchezza, Linguini comincia però a trascurare Rémy e a non riconoscergli i suoi meriti, incrinando così la loro amicizia. A un certo punto i due litigano e vengono visti da Skinner, che ottiene la conferma dei suoi sospetti. Per ripicca Rémy manda tutta la colonia nella dispensa del ristorante a procurarsi del cibo; Linguini, che era tornato per fare pace con il topo, li scopre e, arrabbiato, lo caccia via.

Il giorno dell'arrivo di Ego, Rémy, mentre si allontana dalla cucina, viene catturato da Skinner, il quale lo rinchiude nel bagagliaio dell'auto e lo minaccia dicendogli che non lo ucciderà se lo aiuterà a produrre una linea di prodotti surgelati con il nome di Gusteau. Il topo inizialmente si arrende, ma poi riflette e capisce che non è ancora finita; in quell'istante suo padre e suo fratello, lanciando delle statue di pietra sull'auto di Skinner, lo liberano, quindi lui torna al ristorante. Linguini, che non sta assolutamente riuscendo a cucinare i piatti, vedendo Rémy si riconcilia con lui e confessa a tutti che l'artefice di quei piatti non era lui ma un topo: tutti i collaboratori se ne vanno inorriditi, compresa Colette. In aiuto di Rémy sopraggiunge suo padre Django, rimasto colpito dal coraggio del figlio e di Linguini, che porta con sé tutti i topi della colonia: il protagonista li suddivide in gruppi, ognuno dei quali si lava bene e viene incaricato di svolgere una determinata attività di cucina, mentre Linguini si occupa di servire ai tavoli. Colette, vedendo in una libreria il libro di Gusteau e ricordandosi come egli sostenesse che chiunque possa cucinare, cambia idea e decide di ritornare al ristorante per aiutare Rémy e gli altri topi. Quest'ultimo decide di far assaporare a Ego una rielaborazione della ratatouille, piatto originariamente povero, che il critico apprezza notevolmente in quanto gli fa tornare in mente quando da bambino cadde dalla bicicletta e, tornato a casa, mangiò la ratatouille preparata dalla madre e riacquistò il buonumore.

Il critico, deliziato dalla cena, desidera fortemente parlare con lo chef. A quel punto Linguini e Colette decidono di dirgli la verità, presentando il topo chef all'uomo dopo avergli fatto attendere che il locale si svuotasse. Ego inizialmente pensa a uno scherzo, tuttavia in seguito viene convinto e, colpito, ringrazia per la cena e se ne va senza fare alcun commento; il giorno dopo sui giornali esce una sua recensione lusinghiera sul locale, che riconquista le cinque stelle, in cui definisce Rémy "il miglior chef di tutta la Francia".

Skinner, per vendicarsi, aveva denunciato alle autorità sanitarie la presenza di topi in cucina, ma lui e l'ispettore sanitario venuto a controllare erano stati legati, imbavagliati e rinchiusi nella cella frigorifera del ristorante dai ratti. In seguito, dopo la recensione positiva di Ego, consapevoli di non poterli sequestrare per sempre, Linguini, Colette, Rémy e il resto dei topi li liberano. I due fanno comunque in modo che il ristorante venga chiuso; tuttavia, in questo modo, Skinner stesso diviene definitivamente disoccupato ed Ego, avendo perso credibilità come critico, decide di lasciare tale professione. Rémy, Linguini e Colette non si perdono d'animo e decidono di aprire un loro locale, chiamato La Ratatouille, un piccolo ma molto frequentato bistrot, dove la gente mangia in sala mentre la colonia dei topi vive nella soffitta e mangia in un piccolo ristorante realizzato apposta per loro. Ego smette di lavorare come critico e diventa un finanziatore e assiduo frequentatore del locale, dove il topo ha finalmente realizzato il suo sogno di essere uno chef.

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